Lo shop della Comunità Etica

Chi sono le Imprese resilienti?

Sono il vero tessuto produttivo di questo paese, le piccole aziende artigianali, di servizio, trasformazione, agricoltura, commercio.

Quelle piccole aziende che tutelano e rispettano i territori, il lavoro, l’ambiente. Quelle aziende che promuovono i prodotti e la cultura locali, e che nonostante la gravissima situazione cercano di sopravvivere.

Per poter beneficiare del marchio “IMPRESE RESILIENTI” è necessario aderire al circuito Comunità Etica e accettare il codice di comportamento.

Far parte del circuito “IMPRESE RESILIENTI” dà la possibilità di avere uno spazio gratuito sul sito, beneficiando di visibilità, azioni di marketing dedicato e di un grande gruppo di acquisto.

Tutte le “IMPRESE RESILIENTI” dovranno concedere una scontistica a tutti gli associati a Comunità Etica e il 20% dello sconto sarà devoluto a Comunità Etica per sostenere i progetti sociali promossi dalla stessa.

«Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la Terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta con bastoni e pietre.»

Albert Einstein

Resilenza è un concetto che si sta diffondendo sempre più, soprattutto in questo periodo.

Secondo la psicologia la Resilienza indica la capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, di riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Resilienti sono quelle persone che nonostante le circostanze avverse, riescono, talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le difficoltà dando nuovo slancio alla propria esistenza e persino a raggiungere obiettivi importanti.

Oggi questa attitudine alla Resilienza è nelle aspirazioni di molti. Non la capacità di resistere tipica di uno sportivo o la capacità di combattere di un malato che non ha speranza, ma la capacità di resistere alle avversità, o ancor meglio la capacità di trasformare le avversità in una riscoperta, in una rinascita. E anche la capacità di resistere ad un sistema che non è più in grado di garantire i bisogni primari ai propri cittadini.

La Resilienza è innata nell’uomo e si manifesta soprattutto quando pensiamo che tutto sia perduto, quando siamo dentro un tunnel buio del quale non vediamo l’uscita.

Ma oltre che essere intrinsecamente innata nell’uomo la Resilienza può anche essere frutto di un processo di costruzione singolo o di gruppo.

Quando un gruppo, una struttura sociale, un’istituzione, da vita a strutture di coesione, condivisione, appartenenza e sviluppa modi di affrontare quegli eventi e quelle situazioni che mettono in pericolo il gruppo e l’identità, formando linee guida che consentano la sopravvivenza, l’espansione e l’influenza del gruppo, quella è certamente Resilienza.

Non possiamo certo impedire che la nave si ribalti in un mare in tempesta, ma possiamo mettere in acqua delle scialuppe di salvataggio che ci permettano poi di risalire a bordo di un’ARCA, come fece Noè, per essere traghettati verso un mondo con dei valori condivisi.

Anche questo è il progetto di questa piattaforma.

E’ sotto gli occhi di tutti quanto sta accadendo: privazione delle libertà, controllo sociale, governanti incapaci ed inetti che, mentre il paese va a rotoli pensano unicamente alle proprie poltrone, aziende che chiudono. Eppure, la maggior parte subisce in religioso silenzio o, ancor peggio, convinti che tutto ciò sia giusto.

Siamo di fronte ad un progetto di controllo e condizionamento delle persone. Una volta i golpe si facevano con i carri armati oggi in una società “evoluta” non sono più necessari, è sufficiente diffondere la paura attraverso i media per far si che la maggior parte rinunci a diritti fondamentali quali la libertà e l’autodeterminazione. Certo è che però stanno avvenendo grandi cambiamenti a livello sociale, economico, politico. Nulla potrà essere come prima.

E noi cosa possiamo fare per non subire questi grandi e sottili cambiamenti?

Le manifestazioni di piazza hanno perso la capacità di far cadere chi governa. Ora il problema è anche avere la possibilità di esprimere un voto per decidere chi deve rappresentarci.

Sicuramente è compito anche nostro, attivarsi per il cambiamento.

La storia insegna che i cambiamenti sono nati da piccole ma determinate minoranze e dalla “follia visionaria” di alcuni: Gandhi e l’indipendenza dell’India, Martin Luther King e la fine della segregazione razziale negli USA, Nelson Mandela e la fine dell’apartheid nel Sudafrica, solo per citarne alcuni tra i più conosciuti.

Senza aver pretese rivoluzionarie che verrebbero stroncate in poco tempo attraverso processi di fagocitazione, possiamo però sviluppare la Resilienza.

Tradotto in azioni concrete cosa si può fare oltre che allenarsi a diventare Resilienti?

Innanzitutto, dobbiamo sviluppare dei processi di autodifesa verso uno Stato che sta portando al suicidio economico migliaia di piccole aziende e poi, dobbiamo creare, una rete di realtà dove si possa praticare uno stile di vita più sano e sostenibile.

Cinque semplici azioni che ognuno di noi può attivare, sono alla base di questo processo:

Sostenere le aziende che troviamo in questa piattaforma perché sono aziende che hanno scelto di condividere una visione di un’economia condivisa e umanistica nel rispetto dell’uomo e della sostenibilità dell’ambiente. Le possiamo sostenere in un modo molto semplice: acquistando da loro.
Difendersi da quell’avvoltoio che si sta aggirando per il paese sotto le spoglie di Agenzia per le Riscossioni, opponendosi, anche con una semplice azione in autotutela, ai milioni di cartelle esattoriali che già pendono sulla testa di altrettanti cittadini, oltre a quelle che sono pronte per “aiutare un’economia già al tracollo” appena finirà l’emergenza sanitaria.
Difendersi da un sistema bancario che anziché essere di sostegno all’economia sta riducendo sul lastrico milioni di aziende e famiglie sovraindebitate da un sottile sistema di schiavitù, attraverso le catene del debito.
Creare delle realtà economiche e sociali, dove venga adottato un nuovo modello economico, un’economica della condivisione e della consapevolezza, dove poter vivere nel rispetto dell’uomo e della natura.

Creare un percorso economico che permetta attraverso un’economia del dono di mettere ognuno nelle condizioni di avere quanto necessario per salvaguardare la propria dignità.
Questo ognuno di noi lo può fare già da oggi, semplicemente scegliendo di acquistare un prodotto su questo sito.

Perché solo prendendo nelle nostre mani il nostro destino possiamo cambiare il nostro futuro.

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